Facciamo chiarezza
Il gruppo Chiari c’è ha frequentato due incontri della coalizione che si proporrà alle prossime amministrative in alternativa al sindaco uscente. In questi incontri si è discusso di programma, di metodo di lavoro e di candidati. In queste riunioni il gruppo Chiari c’è ha proposto la candidatura di Pietro Mercandelli ma la coalizione ha democraticamente e legittimamente scelto il candidato Sandro Lupatini.
A seguito di questi incontri il gruppo Chiari c’è ha comunicato la sua non volontà di aderire alla coalizione dovuta alla non condivisione del metodo di lavoro e della scelta del candidato; in quella comunicazione si indicava che il gruppo non aveva ancora definito le modalità della propria partecipazione al confronto elettorale.
Pietro Mercandelli, più volte sollecitato a candidarsi a sindaco per il gruppo Chiari c’è, ha sempre risposto negando la propria disponibilità. A quelli che hanno scelto di chiederne anche le ragioni ha sempre risposto che non avrebbe voluto essere un candidato che divide e che non avrebbe voluto creare un clima di scontro.
Il gruppo Chiari c’è ha insistito con il chiedere a Pietro la sua disponibilità a candidarsi a sindaco; gli è stato garantito che l’intento del gruppo non è quello di opporsi ma quello di fare una proposta seria per Chiari, un progetto di candidatura con uno stile nuovo, che non accetta le provocazioni e gli scontri scorretti ma che continua sulla strada della correttezza e della proposta.
Questa proposta ha convinto Pietro ad accettare.
La giornata successiva all’annuncio è stata caratterizzata da una serie di telefonate, incontri, frasi, tese direttamente ad insultare la persona di Pietro Mercandelli o a metterne in discussione l’integrità morale. Pietro Mercandelli, persona seria e sensibile, dopo un confronto con il gruppo, esprimendo il proprio disagio, decide di ritirare la candidatura.
Peccato.
Abbiamo ritenuto ingenuamente che Chiari, la politica clarense, fosse pronta per una proposta nuova, per una campagna elettorale non urlata ma corretta, ricca di proposte “per” il bene della città, più che di insulti “contro” qualcuno.
Qualcuno ha ritenuto che il nostro fosse solo un atteggiamento da ingenui, che questa fosse un’idea “bucolica” della politica, che semplicemente non si potesse fare politica con il ramoscello di ulivo in mano.
Qualcuno ritiene che le cose belle in politica vadano messe da parte.
Qualcuno ritiene che si debbano contare i voti, non i valori.
Qualcuno ritiene che così “non si può” proprio fare politica.
A quanto pare sarà la solita campagna elettorale!
Avremmo potuto proporre un candidato nuovo, scelto tra chi ha partecipato alla costituzione del gruppo e alla nascita di questo percorso. Abbiamo scelto di non farlo.
Non ci interessa fare politica per fare politica; per noi la politica non è tentare a tutti i costi di avere un posto in consiglio comunale o nella giunta.
Il gruppo non muore, questo è certo.
Equidistanti dai due candidati in lizza ci impegneremo per capirne le proposte e per valutarne i metodi di lavoro e la visione della città.
Il rammarico, se rammarico deve esserci per questo epilogo, è solo per quei clarensi che ci avevano chiesto di andare avanti, di avere un’alternativa, una scelta nuova; a loro diciamo che ci impegneremo comunque per tenere alta l’attenzione sulla politica clarense, per stimolare il dibattito e il confronto, per formarci e per formare le persone che vorranno essere partecipi attive della vita sociale e amministrativa clarense.
Il gruppo Chiari C’è